
FUNAMBOLE SULLA LINEA DELLA VITA
Il centro antiviolenza Pandora di ambito territoriale Molfetta-Giovinazzo è lieta di presentare alla cittadinanza il nuovo ciclo di incontri dal titolo: “Funambole sulla linea della vita“.
- 8 giugno dalle ore 19:00 alle ore 20:00 incontro di presentazione ed introduzione delle attività che seguiranno
- 17 giugno dalle ore 17:30 alle ore 19:30 “il passato”
- 24 giugno dalle ore 17:30 alle ore 19:30 “il presente”
- 1 luglio dalle ore 17:30 alle ore 19:30 “il futuro”
Nessuno può tornare indietro e ricominciare da capo, ma chiunque può andare avanti e decidere il finale
Le prenotazioni si chiuderanno il 6 giugno 2022.

“COM’ERI VESTITA?”
MOSTRA EVENTO
Il centro antiviolenza Pandora di ambito territoriale Molfetta-Giovinazzo con il sostegno ed il patrocinio dei comuni di Molfetta e Giovinazzo è lieta di presentare alla cittadinanza la mostra itinerante “ Com’eri vestita”.
L’inaugurazione della mostra avrà luogo il 22 marzo 2022 alle ore 16.30 a Molfetta presso il giardino esterno del museo civico archeologico del Pulo, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni.Il 26 marzo 2022 alle ore 11.00 la mostra sarà aperta al pubblico a Giovinazzo presso la Cittadella della Cultura
L’idea alla base del lavoro è quella di sensibilizzare il pubblico sul tema della violenza sulle donne e smantellare il pregiudizio che la vittima avrebbe potuto evitare lo stupro se solo avesse indossato abiti meno provocanti.Da qui il titolo emblematico ‘Com’eri vestita’.
La cittadinanza è invitata.


COMUNICAZIONE IMPORTANTE
E’ attivo il nostro numero verde 800744006 rivolto alle donne italiane e straniere residenti nell’ambito territoriale Molfetta – Giovinazzo
Un servizio che riteniamo essenziale e utile per tutte le donne che avranno la possibilità di contattarci gratuitamente in qualsiasi momento.
Il servizio è attivo h24.
Nei momenti più problematici, più drammatici, quando una donna è in pericolo, il numero verde da il via alla rete di supporto e assistenza, mantiene i contatti costantemente, fornendo informazioni e offrendo supporto psicologico e conforto morale.
Da qui nasce la consapevolezza che il numero verde diventa un aiuto concreto soprattutto per le questioni più gravi e nei momenti di crisi umana. 

“A SUON DI PASSI”
Il Centro Antiviolenza Pandora
“A suon di passi, lungo la strada del benessere”.Incontri di gruppo volti alla conquista del benessere psicofisico.
Camminare aiuta la concentrazione, liberandosi dalle tensioni.
“OGNI COSA HA LA SUA BELLEZZA, MA NON TUTTI LA VEDONO.
(Confucio)

“BUTTERFLY EFFECT”
CAMPAGNA DI COMUNICAZIONE
Il Centro Antiviolenza Pandora, di Ambito territoriale di Molfetta e Giovinazzo, promuove la campagna di sensibilizzazione contro la violenza maschile sulle donne “Butterfly Effect”
L’espressione fu introdotta da un matematico, Edward Lorenz, il quale, in un articolo che chiamò “Può, il batter d’ali di una farfalla in Brasile, provocare un tornado in Texas?”, usò l’immagine del battito d’ali di una farfalla per spiegare come anche cambiamenti apparentemente piccoli possono condurre a conseguente importanti su larga scala.
L’iniziativa mira a intercettare attività e negozi, frequentati solitamente da donne, che si rendano disponibili a diventare “negozi sentinella”, ovvero luoghi che siano disponibili a farsi parte attiva nei confronti della problematica della violenza nei confronti delle donne.
Il centro antiviolenza fornirà materiale per allestire un piccolo angolo fisso, all’interno dell’attività, in cui sarà possibile esporre materiale informativo e salviettine detergenti per mani con l’indicazione del numero di emergenza dedicato alle vittime di violenza.
La finalità è quella di promuovere la conoscenza, attraverso questo materiale, di informazioni di base sulla violenza in una relazione intima e sulla presenza nel territorio di un centro antiviolenza, ovvero di un servizio gratuito finalizzato ad aiutare le donne a riappropriarsi di una vita senza violenza, facilitando così l’invio di eventuali richieste di aiuto presso i servizi competenti.
Oltre al materiale, Il Centro antiviolenza fornirà al personale dell’esercizio che volesse usufruirne un piccolo corso di formazione in cui saranno forniti cenni di base sulla violenza e sulle attività del cav, in modo tale che il personale possa affrontare eventuali domande delle clienti sulle modalità di accesso al servizio. Il corso è gratuito e sarà erogato online, in orari da concordare.
Numerosi gli esercizi commerciali aderenti alla iniziativa
Per il Comune di Giovinazzo
“Stylosophy”
“Mood”
“Applausi”
“Magis”
Farmacia “Rinella”
Per il Comune di Molfetta
“Centro Moda Mastropierro”
“L’angolino del Corredo”
“Les Vanitè”
“Smart”
“Trois de Moi”
“Carisma by Medical”
“Charm”
“Annagrazia”
“Natalicchio”
“Intocco”
“Farmacia Minervini”
“Parafarmacia dott.ssa Lovino Floriana”
“Farmacia De Trizio”
“Farmacia De Pinto”
“Farmacia Grillo”
” Erboristeria Magico Giardino”
https://www.comune.molfetta.ba.it/vivere-il-comune/attivita/notizie/item/butterfly-effect-per-contrastare-insieme-la-violenza-contro-le-donne
https://fb.watch/5H2-6Wzn_X/
https://www.rainews.it/tgr/puglia/video/2021/05/pug-molfetta-giovinazzo-violenza-donne-c30cdd9a-1148-4b60-b170-47bbe8a2bb6a.html?wt_mc=2.www.wzp.tgrpuglia_ContentItem-c30cdd9a-1148-4b60-b170-47bbe8a2bb6a.&wt&fbclid=IwAR1g1YkzvsUB-jpUCvcBlm5M_fp7LUHWkH2uSLbGtVrlNbLs5S4FCqHeb88

“QUANDO TUTTE LE DONNE DEL MONDO”
Il Centro Antiviolenza Pandora, quale ente gestore del Cav del Comune di Molfetta “Anna Maria Bufi”, e quale centro antiviolenza di Ambito territoriale Molfetta- Giovinazzo, intende svolgere un ciclo di seminari formativi sul femminismo ripercorrendone la storia, le teorie e le applicazioni pratiche.
L’importanza di proporre un ciclo di seminari sul femminismo è data dalla necessità di ripercorrere il cammino intrapreso dalle donne durante l’emancipazione per favorire un ripensamento critico dei punti essenziali del movimento femminista
Il corso si pone quale obiettivo di fornire una mappa concettuale di quelle che sono state le battaglie prioritarie portate avanti dalle femministe dalle sue origini ad oggi.
Il ciclo di seminari sarà curato dalla dott.ssa Maura Simone, phd in scienze delle relazioni umane ed educazione alla politica presso il FOR.PSI.COM dell’Università degli Studi di Bari.
Seguiranno momenti di confronto, simulazioni e attività che stimolano la riflessione sui temi trattati.
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NEGOZIO SENTINELLA: QUANDO LA MODA INCONTRA LA PROTEZIONE
8 marzo: il Cav Pandora e l’azienda Best Calze insieme nel progetto “negozio sentinella”
Il centro antiviolenza Pandora dell’ambito territoriale Molfetta – Giovinazzo ha sottoscritto un protocollo di intesa con l’azienda Best Calze di Andria, titolare dei negozi “In’’ tocco” nei comuni di Molfetta – Andria – Ruvo di Puglia e Corato per intercettare richieste di aiuto da parte di donne vittime di violenza e favorire così l’invio presso i servizi territoriali competenti per territorio.
All’interno del punto vendita è esposto il materiale informativo del servizio CAV Pandora e le dipendenti riceveranno adeguata formazione per poter rispondere in maniera efficace alle eventuali istanze di aiuto indirizzandole al Centro Antiviolenza.

ALFABETIZZAZIONE SULLA VIOLENZA CONTRO LE DONNE
Il Centro Antiviolenza Pandora, quale ente gestore del Cav del Comune di Molfetta “Anna Maria Bufi”, e quale centro antiviolenza inserito nel Registro Regionale dei Centri Antiviolenza, intende svolgere un corso di formazione che propone un percorso di consapevolezza condivisa sui meccanismi strutturali e culturali che sottendono la violenza maschile sulle donne.
Riconoscendo l’importanza dell’adozione di un linguaggio comune tra tutti i servizi che si occupano di violenza contro le donne, di accoglienza a vari livelli, il corso si pone quale obiettivo la creazione di una rete contro la violenza alle donne a livello locale fra operatrici e operatori dei diversi servizi territoriali che intendano approfondire contenuti e metodi, oltre che confrontarsi con altre esperienze, quale strumento di programmazione territoriale. Per lavoro di rete si intende un’attività multi agenzie (pubbliche e private) che struttura in un dato territorio un’azione sinergica e condivisa in tema di prevenzione e contrasto alla violenza contro le donne.
Il corso intende favorire l’approfondimento delle conoscenze teoriche e delle competenze pratiche dei professionisti della rete territoriale antiviolenza, nella prevenzione e nel contrasto della violenza di genere. Si mira in particolare ad esplorare le dimensioni metodologiche operative: della diffusione della cultura nel rispetto della donna; delle azioni di ascolto e accompagnamento delle donne vittime di violenza; del supporto a minorenni vittime di violenza assistita; del trattamento degli autori di violenza.
L’attenzione è volta ad offrire ai partecipanti indicazioni e strumenti professionali per compiere in modo adeguato la propria attività, in interazione con gli altri soggetti professionali e istituzionali competenti in materia.
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LABODIF
Segnaliamo questo importante articolo condividendo un post di “Labodif”
– Labodif è un Istituto di ricerca, comunicazione e formazione specializzato nello studio della Differenza – L’economia, le immagini e il pensiero della differenza-
Uomini Labodif
Lui è KevinKimmel e fa il camionista.
Qualche anno fa avvista un vecchio camper in un autogrill che cattura la sua attenzione.
Nota una giovane donna sbirciare fuori ed essere bruscamente tirata indietro dalla finestra.
Kimmel chiama la polizia perchè riconosce i segnali di prostituzione forzata grazie alla formazione ottenuta da un’organizzazione chiamata Tat (truckers against trafficking).
Da nove anni a questa parte i camionisti formati da Tat hanno aiutato a liberare centinaia di vittime del traffico di esseri umani, tra cui quasi 250 minorenni.
Tat offre corsi di formazione su come riconoscere vittime del traffico di esseri umani, compresi i segnali sottili come la mancanza di accesso alla propria identità e ai propri contanti o conversazioni che sembrano un copione, e fornisce anche le risorse per aiutare le persone intrappolate dai trafficanti.
Dopo l’avvio dei programmi di formazione, oltre 225,000 i camionisti sono stati addestrati e ufficialmente registrati con l’organizzazione.
Vai all'articolo“Prima quando vedevo una prostituta pensavo ‘ehi, è quello che vuole fare” dice Sam Tahour, responsabile di zona
“ora so che non è quasi mai così e so cosa cercare. So le azioni da fare. E mi sento bene a poterlo fare“.

LA COLLERA
Il termine “collera” in ambito criminologico è spesso oggetto di forte ambiguità.
Quando si ascoltano alcuni casi di cronaca nera o ci si appresta a conoscere le modalità con le quali vengono perpetrati alcuni crimini violenti, spesso si parla di collera, scatti d’ira, raptus.
Finiamo quindi per associare la collera ad un mero impeto che si scatena e si esaurisce velocemente, fa perdere transitoriamente la ragione, la lucidità e ci rende capaci di qualsiasi cosa.
In realtà non è così. Bisogna partire dal dato secondo il quale il raptus non esiste ma appartiene alla cosiddetta sfera della fantapsicologia come afferma Umberto Galimberti. Tale dato, solo recentemente è andato affermandosi in ambito psicologico, psichiatrico e criminologico.
Invece è corretto parlare di consuetudine all’aggressività, all`irascibilità, all’attacco, magari ben celata e che non necessariamente è motivata da una psicopatologia sottostante. Modelli di riferimento, cultura, educazione, valori, principi morali e dettami devianti ed introiettati nel corso dell’esistenza, possono arrivare a determinare e alimentare questa consuetudine, abitudine che ad un certo punto ‘esplode’.
“Non è mai un evento che scatena la violenza ma è sempre un percorso che si conclude con la violenza”.
Questo concetto risulta più comprensibile se, ad esempio, lo si inquadra all’interno del fenomeno del femminicidio. Difatti un marito che picchia o vessa abitualmente una moglie, può, un giorno, arrivare a toglierle la vita.
Ricordate il caso italiano di cronaca nera del 2011 relativo all’omicidio di Melania Rea ad opera del marito Salvatore Parolisi?
La donna fu uccisa dal marito, verosimilmente nel corso di un litigio degenerato, colpendola con 29 ferite profonde provocate da punta da taglio.
L’uomo, riconosciuto capace di intendere e volere, in appello è stato condannato a 20 anni di reclusione.
Aldilà delle vicessitudini giudiziarie, è nella storia di vita dell’ uomo, della relazione con la moglie, nel modus operandi efferato e rabbioso adoperato nel delitto, che è possibile cogliere la consuetudine all’aggressività fatta di comportamenti e atteggiamenti indomiti che arrivano poi, ad un certo punto, a sfociare ed esplodere in un atto ‘assoluto’ e ‘definitivo’ come l’omicidio.
Quanto è importante allora individuare ed intervenire su queste consuetudini e sulle credenze che le sottendono per ridurre il rischio di “perdere il controllo”?
Dott.ssa Paola Palmiotti – Psicologa Cav Pandora

