Questa mattina a Bari eravamo in tante.

MOBILITAZIONE NAZIONALE
La rete dei Centri Antiviolenza della Regione Puglia scende in piazza unita,
𝗱𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟭𝟱 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 aderendo alla mobilitazione nazionale.
𝗡𝗢 𝗮𝗹 𝗗𝗗𝗟 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼,
che di fatto cancella il concetto di consenso dall’Art. 609 bis C.P.,
mettendo in discussione un principio fondamentale:
𝘀𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗻𝘀𝗼 𝗲̀ 𝘀𝘁𝘂𝗽𝗿𝗼
Il consenso non si interpreta.
Il consenso non è ambiguo.
𝗦𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗦𝗶, 𝗲̀ 𝗡𝗢
𝗗𝗼𝗺𝗲𝗻𝗶𝗰𝗮 𝟭𝟱 𝗳𝗲𝗯𝗯𝗿𝗮𝗶𝗼 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟬.𝟯𝟬
Mobilitazione generale e manifestazioni diffuse nelle piazze di
𝗕𝗮𝗿𝗶, 𝗕𝗮𝗿𝗹𝗲𝘁𝘁𝗮/𝗔𝗻𝗱𝗿𝗶𝗮/𝗧𝗿𝗮𝗻𝗶, 𝗕𝗿𝗶𝗻𝗱𝗶𝘀𝗶, 𝗙𝗼𝗴𝗴𝗶𝗮, 𝗟𝗲𝗰𝗰𝗲 𝗲 𝗧𝗮𝗿𝗮𝗻𝘁𝗼
Scendiamo in piazza: perché i diritti non si riducono. Si difendono. Insieme.
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𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗜 𝗜𝗡𝗧𝗘𝗥𝗣𝗥𝗘𝗧𝗔
𝗟𝗔 𝗥𝗘𝗧𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗖𝗘𝗡𝗧𝗥𝗜 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗨𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗗𝗗𝗟 𝗖𝗛𝗘 𝗟𝗢 𝗖𝗔𝗡𝗖𝗘𝗟𝗟𝗔
La rete dei Centri Antiviolenza della Puglia esprime ferma contrarietà alla proposta di modifica dell’art. 609 bis del Codice Penale (DDL Buongiorno), che elimina di fatto il riferimento al consenso e introduce criteri ambigui e pericolosi nella definizione del reato di violenza sessuale.
La proposta sostituisce un impianto normativo fondato su violenza, minaccia e abuso di potere con una formulazione che parla di “atti compiuti contro la volontà della persona”, demandando la valutazione a concetti vaghi come “situazione”, “contesto”, “sorpresa”, “impossibilità di esprimere dissenso”.
𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗗𝗘 𝗢𝗚𝗚𝗜 𝗟’𝗔𝗥𝗧. 𝟲𝟬𝟵 𝗕𝗜𝗦 𝗖.𝗣.
Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità, costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni.
Alla stessa pena soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
1 – abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa;
2 – traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.
𝗗𝗶 𝘀𝗲𝗴𝘂𝗶𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗱𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗮𝘃𝗮𝗻𝘇𝗮𝘁𝗮 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗮𝘃𝘃𝗼𝗰𝗮𝘁𝗮 𝗕𝘂𝗼𝗻𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼:
Chiunque, contro la volontà di una persona, compie nei confronti della stessa atti sessuali, ovvero la induce a compiere o subire i medesimi atti, è punito con la reclusione da quattro a dieci anni.
La volontà contraria all’atto sessuale deve essere valutata tenendo conto della situazione e del contesto in cui il fatto è commesso.
L’atto sessuale è contrario alla volontà della persona anche quando è commesso a sorpresa ovvero approfittando della impossibilità della persona stessa di esprimere il proprio dissenso.
𝗖𝗼𝘀𝗮 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗿𝗲𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲?
– Significa rimettere la tutela dei corpi e delle vite delle donne alla discrezionalità culturale del giudicante, alla sua “pancia”, alla sua visione del mondo.
– Significa smantellare decenni di giurisprudenza, dottrina e battaglie femministe che hanno chiarito un principio semplice e non negoziabile:
𝗦𝗘𝗡𝗭𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗦𝗘𝗡𝗦𝗢 𝗘̀ 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔!
Questa riforma:
– riduce, in molti casi, le pene;
– introduce parametri valutativi vaghi, non fondati e in contrasto con gli standard sovranazionali;
– riapre la porta a stereotipi patriarcali antichi e violenti, secondo cui l’uomo è cacciatore e la donna preda;
– rischia di distinguere tra “vittime credibili” e “vittime colpevoli”.
𝗖𝗶 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼:
– cosa si intende per “impossibilità di esprimere il proprio dissenso in circostanze concrete”?
– cosa si intende per “situazione e contesto”? Se avviene in una relazione di intimità il dissenso non sussiste?
– cosa si intende per “a sorpresa”? Nei giardini pubblici? Per mano, possibilmente, di un extracomunitario?
– chi stabilisce quando una persona “avrebbe potuto” opporsi?
Questa proposta ci riporta indietro, a un tempo buio:
al processo di Circeo,
alla colpevolizzazione delle vittime,
alla sudditanza femminile agli impulsi maschili.
È un rigurgito di dolore per tutte le donne, per le bambine, per le sorelle violate e uccise.
𝗢𝗥𝗔 𝗡𝗢𝗡 𝗘̀ 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗧𝗘𝗠𝗣𝗢 𝗗𝗜 𝗧𝗔𝗖𝗘𝗥𝗘.
𝗦𝗶 𝗹𝗲𝘃𝗮 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝘂𝗿𝗹𝗼 𝗱𝗶𝘀𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝗲 𝗰𝗼𝗿𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼𝘀𝗼.
𝗡𝗢𝗡 𝗟𝗔𝗦𝗖𝗜𝗔𝗧𝗘𝗖𝗜 𝗦𝗢𝗟𝗘!
𝗗𝗢𝗕𝗕𝗜𝗔𝗠𝗢 𝗔𝗩𝗘𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗖𝗢𝗥𝗔𝗚𝗚𝗜𝗢, 𝗧𝗨𝗧𝗧𝗘 𝗜𝗡𝗦𝗜𝗘𝗠𝗘, 𝗗𝗜 𝗗𝗜𝗥𝗘 𝗡𝗢
allo stupro di gruppo istituzionale che subiremmo qualora questo disegno di legge fosse approvato.
𝗖𝗵𝗶𝗲𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮: 𝗖𝗲𝗻𝘁𝗿𝗶 𝗔𝗻𝘁𝗶𝘃𝗶𝗼𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮, 𝗿𝗲𝘁𝗶 𝗳𝗲𝗺𝗺𝗶𝗻𝗶𝘀𝘁𝗲, 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗰𝗶𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶, 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗿𝗶𝗰𝗶 𝗲 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶,
𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗲 𝗴𝗶𝘂𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶, 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗲 𝗲 𝗰𝗶𝘁𝘁𝗮𝗱𝗶𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲𝗿𝗲 𝗽𝗼𝘀𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
𝗗𝗶𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗡𝗢 𝗶𝗻𝘀𝗶𝗲𝗺𝗲.
𝗖𝗼𝗻𝗱𝗶𝘃𝗶𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼.
𝗣𝗿𝗲𝗻𝗱𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗮𝗿𝗼𝗹𝗮.
𝗙𝗮𝗰𝗰𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗿𝗲𝘁𝗲.
Firmatari

PUGLIA: SENSIBILIZZARE E PREVENIRE
È ufficialmente avviata la nuova campagna del Consiglio Regionale della Puglia contro la violenza maschile sulle donne.
Promossa dalla Presidenza del Consiglio della Regione Puglia, l’iniziativa sarà diffusa nelle prossime settimane sui canali web e televisivi, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere una cultura di rispetto e prevenzione.


TECNOLOGIA E SICUREZZA CONTRO LA VIOLENZA – 4 Settembre 2025
Siglato l’accordo tra l’Assessorato al Welfare della Regione Puglia e
la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bari
per la sperimentazione di
Mobil Angel
lo smartwatch connesso direttamente
alle centrali operative dell’Arma dei Carabinieri.
Il dispositivo, concepito come strumento salvavita, è in grado di rilevare movimenti bruschi quali strattonamenti, geolocalizzare in tempo reale la donna in situazione di pericolo e attivare immediatamente le procedure di pronto intervento.
Il CAV Pandora ha preso parte alla conferenza stampa tenutasi oggi presso la Procura di Bari, insieme alla rete dei centri antiviolenza della Regione Puglia, confermando il proprio impegno nella promozione di strumenti innovativi per la tutela e la protezione delle donne.


